La casa trendy? È scandinava. Garantisce l’architetto Costi

Il mondo dell’arredamento è in continua evoluzione. Cambiano materiali, estetica e gusti. Per capire dove sta andando il mondo della casa abbiamo parlato con un grande esperto del settore, l’architetto Andrea Costi, socio dello studio Cobe Architetti di Reggio Emilia (a.costi@cobearchitetti.it)
“Lo stile che va per la maggiore – spiega l’architetto Costi – al momento è quello scandinavo: è caratterizzato da pavimenti in legno e pareti bianche o con tinte neutre sempre in tonalità chiare. Una sua variante è lo stile Japandi, che ha la stessa atmosfera dello scandinavo, con una punta di Giappone che può essere nell’accostamento di materiali, nelle ceramiche effetto pietra, marmo o resina, oppure trovarsi negli arredi, con dettagli semplici e ripetitivi, che danno ritmo. Accanto a questi c’è uno stile che recupera elementi del passato, in particolare agli anni ’50, ’60 e ’70, caratterizzato da rivestimenti con formati geometrici e di ridotte dimensioni e da contrasti cromatici forti, con colori accesi o neutri in base al gusto personale e al carattere che si vuole dare agli ambienti.
Questo per quanto riguarda gli stili. A livello di materiali, invece?
“Sono molto in voga il legno accostato a materiali naturali, come la pietra o il marmo, oppure ceramiche con formati e colori decorativi. Molta importanza viene data al formato del materiale e, in particolar modo nelle ceramiche, alla dimensione e al colore della fuga tra le piastrelle: alcuni preferiscono vederla il meno possibile, altri invece la mettono in risalto con il colore dello stucco in contrasto con il rivestimento. Si spazia molto sui formati delle ceramiche, dalla lastra monolitica al mosaico. Per chi vuole avere un ambiente più materico, nei rivestimenti a parete può optare per delle ceramiche con effetti ‘texturizzati’ con leggeri rilievi che richiamano i tessuti come il lino, la iuta.
Una grande importanza è rivestita molto anche dalla luce. Negli ultimi anni il modo dell’illuminazione ha avuto una rivoluzione con l’arrivo del led e si è abbandonato il classico punto luce centrale negli ambienti, che dà più fastidio che comodità: ad esempio, quando apro un armadio getto la mia ombra sull’interno, per questo si usa la luce integrata nel guardaroba. Soprattutto nella zona a giorno si lavora con diversi scenari di illuminazione: massimo della luce quando ci sono gli ospiti, mentre per guardare un film basta una luce di sottofondo per dare atmosfera: la regola d’oro è avere almeno 4-5 punti luce negli ambienti principali”.
Per quanto riguarda invece l’arredo e i complementi?
“La situazione è la più disparata. Gli stili Scandinavo e Japandi – ci racconta Costi – creano un ambiente abbastanza neutro, che può essere personalizzato con l’arredo. Per le cucine si scelgono prevalentemente colori e materiali neutri, come il bianco o grigio chiaro con inserti in legno o metallo.
Per quanto riguarda l’arredamento non ci sono regole comuni, giustamente ognuno caratterizza l’ambiente in base ai propri gusti: chi vuole avere i mobili su piedini (che siano divani o armadi) e vedere il pavimento in continuità sotto il mobile, chi invece preferisce i mobili a terra. Per i materiali ed i colori valgono gli stessi ragionamenti fatti prima: se ho un ambiente neutro posso scegliere un arredo con colori più accesi per il divano, le madie, la libreria, etc. Se invece ho una base molto accesa sceglierò un arredo con colori più neutri. Poi ci sono alcuni elementi che non tramontano mai come ad esempio le lampade di design.
C’è grande vivacità soprattutto nella scelta dei bagni: si prediligono i sanitari sospesi, che consentono una maggiore pulizia, mentre sempre più persone chiedono il lavandino in appoggio sui mobili, facendolo diventare l’elemento cardine del bagno e quindi caratterizzandolo con forme, colori o materiali diversi rispetto al resto. La rubinetteria cromata va sempre meno, ci vengono chieste altre colorazioni: nero, bianco e bronzo, che permettono di personalizzare molto di più l’ambiente”.